L’amministrazione chiarisca subito il suo rapporto con Pizzarotti e il futuro della città


Parma, 30 Gennaio 2025

Civiltà Parmigiana ha letto con estrema attenzione l’intervista della Gazzetta di Parma a Paolo Pizzarotti, imprenditore alla guida di una delle aziende più importanti del nostro territorio. Le sue parole pongono interrogativi pesanti su questioni che non possono essere liquidate con il silenzio o con risposte vaghe e insoddisfacenti da parte dell’Amministrazione comunale.

Già il 19 luglio 2024, con una nostra interrogazione in Consiglio Comunale, avevamo acceso un faro su questa vicenda, consapevoli della sua rilevanza strategica per il futuro della città. La risposta dell’assessora Vernizzi fu evasiva e inconcludente, parlando di una presunta “interlocuzione aperta” che oggi, alla luce delle dichiarazioni dello stesso Pizzarotti, appare ancora lontana dal tradursi in una soluzione condivisa.

Ora emergono con ancora maggiore evidenza questioni di enorme impatto per Parma:

  • La presunta pendenza di 100 milioni di euro a carico della pubblica amministrazione;
  • Il recupero dell’area abbandonata e degradata del Mall, una ferita nel tessuto urbano;
  • Lo sviluppo della cosiddetta “porta della città”, tema strategico per il futuro urbanistico;
  • Il destino di una delle più importanti aziende locali, con conseguenze occupazionali e sociali dirette sulla nostra comunità.

Tutti questi punti non possono restare sottotraccia né essere trattati come faccende secondarie. Il Comune ha il dovere di informare la città e il Consiglio Comunale, chiarendo senza ulteriori ritardi quali siano le reali strategie, i progetti in campo e le soluzioni che intende adottare.

Un’amministrazione seria e competente non si nasconde dietro vaghe dichiarazioni, ma decide, interviene e agisce con tempestività e concretezza. Noi di Civiltà Parmigiana continueremo a pretendere risposte chiare e azioni immediate nell’interesse esclusivo della città. La nostra collaborazione, quando sincera e obiettiva, non mancherà. Ma non saremo mai complici dell’immobilismo e dell’opacità.

 

 

 

 
 
 

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