Estate senza regia: ‘Così Parma perde la sfida culturale’


Parma, 28 Aprile 2026

Estate senza regia: ‘Così Parma perde la sfida culturale’

“Rassegne estive capaci di attrarre pubblico, generare indotto economico e rafforzare la propria identità culturale richiedono mesi di studio e di preparazione. A Parma, a fine aprile, è stata solo avviata una procedura”. Federica Ubaldi e Federico Giordani (Civiltà Parmigiana) tornano sul tema dell’organizzazione degli eventi culturali e delle rassegne sottolineando come altre città “che scelgono di investire seriamente nel settore culturale lo fanno con visione, tempismo e una certa dose di coraggio, mentre Parma è ferma al palo”. 

Un’organizzazione di qualità necessita tempo: cartelloni già definiti ad inizio anno, campagne di comunicazione strutturate e biglietti disponibili su tutte le piattaforme. “Oggi il pubblico – aggiunge Giordani – si muove, sceglie, pianifica. E premia chi arriva preparato”.

“Nella risposta alla nostra interrogazione – incalza la consigliera Federica Ubaldi – l’assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto ha annunciato l’avvio di una procedura ‘conoscitiva e non vincolante’ finalizzata alla raccolta di proposte artistiche per attività concertistiche da svolgersi nel Parco Ducale tra il 1° luglio e il 15 agosto. Meglio tardi che mai, anche se in questo caso il tardi è il problema. Quest’iniziativa appare più un atto dovuto che il risultato di una reale strategia”.

“Stiamo assistendo ad una gestione superficiale, priva di progettualità e, cosa ancor più preoccupante, poco consapevole delle dinamiche di un settore altamente competitivo. Oggi esiste una competitività tra territori ed ignorarla o affrontarla senza strumenti adeguati significa inevitabilmente restare indietro”, prosegue Giordani. La consigliera Federica Ubaldi sottolinea anche come Parma abbia luoghi straordinari, piazze storiche, parchi suggestivi ed un’identità culturale forte e riconosciuta: tutte le carte in regola che le permetterebbero di essere protagonista. “Ma le carte – concludono – per vincere, vanno giocate. Non bastano Notre Dame de Paris e Claudio Baglioni a colmare un vuoto di programmazione. Parma meriterebbe qualcosa di diverso: una visione chiara, tempi adeguati e una progettualità all’altezza della sua storia. Non si organizza ad aprile per luglio”.

 


Condividi l'articolo