
Parma, 11 Aprile 2025
Ancora una volta, dal comunicato ufficiale del Comune di Parma emerge un quadro sconfortante: la situazione delle liste d’attesa per i nidi e le scuole dell’infanzia resta sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti.
Per quanto riguarda in particolare i nidi, di fatto, circa un bambino su due continua a rimanere escluso dai servizi educativi comunali.
Nemmeno l’annunciata apertura di due nuovi nidi, prevista per il prossimo anno, con un totale di 160 posti aggiuntivi, sarà sufficiente a risolvere in modo significativo il problema. Se le richieste dovessero mantenersi stabili, oltre 500 bambini resteranno comunque senza un posto al nido. Senza contare che ogni nuova struttura a gestione comunale comporta ulteriori oneri economici, sia in termini di personale sia di manutenzione.
Considerato che i posti complessivi sul territorio – sommando strutture pubbliche e private – superino i 2.000 ed il Comune, come dichiarato nello stesso comunicato, difficilmente avrà la possibilità di accedere ad ulteriori fondi pubblici per la costruzione diretta di nuove strutture, riteniamo sia sempre più urgente e necessario l’attivazione di un percorso serio e strutturato di collaborazione pubblico-privata, in cui il Comune faccia da garante. Un modello che avevamo già proposto attraverso una mozione nel 2023, purtroppo bocciata dalla stessa maggioranza.
Purtroppo, tra indecisioni e pregiudizi ideologici, sono trascorsi tre anni senza alcuna svolta concreta. E nel frattempo le famiglie si sentono sempre più deluse, lasciate sole ad affrontare un problema che tocca direttamente la loro quotidianità.
Anche sul fronte delle scuole dell’infanzia i risultati sono tutt’altro che entusiasmanti. La convenzione con le scuole paritarie, che dovrebbe rappresentare un’alternativa, continua a non dare risposte realmente efficaci. Le liste d’attesa si riducono – quando va bene – solo a metà anno scolastico. Ma le famiglie hanno bisogno di certezze almeno entro luglio, per poter pianificare con serenità l’organizzazione familiare. E lo stesso vale per le scuole paritarie che decidono di mettersi a disposizione: è fondamentale garantire loro stabilità e continuità di frequenza dei bambini.
Ci auguriamo che l’amministrazione attuale non si limiti ad attendere i frutti delle decisioni prese in passato (come la costruzione dei nuovi nidi) o a confidare in un calo demografico. È tempo di affrontare con serietà un problema che è sotto gli occhi di tutti, e di aprirsi finalmente a soluzioni innovative, coraggiose e realmente condivise con tutte le realtà del territorio.
Maria Federica Ubaldi – Capogruppo Civiltà Parmigiana
Giusy Rubano – Referente Scuole per Civiltà Parmigiana